Fotografo, libero professionista o attività di impresa?

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Fotografo, libero professionista o attività di impresa

Quando si pensa di aprire un’attività in veste di fotografo bisogna sempre considerare una serie di aspetti importanti per inquadrare in che modo svolgere tale professione. Da dove si comincia? Prima di tutto devi capire se svolgere il tuo lavoro come libero professionista o come attività di impresa. A quel punto potrai capire come massimizzare la sicurezza del tuo lavoro e soprattutto conoscere imposte e contributi che devi versare. Se non sai che tipo di scelta fare, ti consigliamo di continuare a leggere questa guida per trovare le differenze e le risposte a ogni tua domanda.

Fotografo per lavoro? Come si inizia

Per diventare fotografo è possibile procedere con uno di tre precisi profili, che dipendono dal tipo di attività che vorrai svolgere:

  1. Freelance: puoi sfruttare la tua abilità creativa e agire come libero professionista. Dovrai aprire una P.Iva e versare i contributi alla Gestione Separata dell’Inps, senza bisogno di iscriverti a un albo.
  2. Studio fotografico o impresa: in questo caso il fotografo non solo realizza scatti, ma ha uno studio vero e proprio dove realizza ritratti e altre tipologie di scatto. E’ prevista quindi un’attività commerciale di vendita che vale sia singolarmente che come forma societaria. Sarà necessario versare i contributi alla Gestione Commercianti dell’Inps.
  3. Cessione dei diritti di autore: riguarda progetti editoriali o di immagini creativi e riguarda le attività che prevedono la cessione del diritto di utilizzare gli scatti.

Le caratteristiche del fotografo freelance

Diventare un professionista su commissione è il grande sogno di chi ama la fotografia: scatti, servizi fotografici o altri progetti artistici firmati per terzi. Parliamo di lavoratori che svolgono un’attività abituale e che dovranno aprire una partita Iva presso l’Agenzia delle Entrate scegliendo il proprio regime fiscale. Per l’attività sono previsti il codice 74.20.19 nel caso di studi fotografici e attività di ripresa. Oppure il 74.20.20 per studi fotografici per lo sviluppo e stampa per conto terzi e infine il codice attività 74.20.11 per i fotoreporter. E’ importante l’iscrizione alla Gestione Separata dell’Inps, per tutti coloro che non hanno una cassa professionale autonoma e dovranno versare i contributi in base a due scadenze di pagamento che sono al 16 giugno e al 30 novembre. Un fotografo freelance dovrà considerare sempre che la tassazione dipende dal guadagno percepito effettivo. A differenza di uno studio, questa figura non potrà concentrarsi sulla vendita di soluzioni come gli album e gadget; potrà invece fornire solo il servizio di fotografo.

E lo studio fotografico cosa prevede?

In questo caso oltre a realizzare scatti per i clienti si può lavorare sulla rivendita e commercializzazione delle foto o accessori. Non basta quindi essere solo un libero professionista, ma bisogna aprire un’attività di impresa artigiana. E’ importante aprire la partita iva in forma individuale o societaria, trovando il regime fiscale da applicare. Solitamente si considera il “Regime forfettario“, che prevede un volume di ricavi annui a €. 50.000 e una percentuale di compensazione del 40%. Chi non arrivasse a tale volume potrà scegliere la contabilità semplificata. Servirà poi l’iscrizione alla Camera di Commercio e all’Albo artigiani, che prevede un pagamento di diritti annui. Ricorda anche che chi è titolare di un’attività deve essere registrato alla Gestione Artigiani e commercianti dell’Inps che considera il pagamento di contributi fissi con rate annue. Tra gli altri adempimenti troviamo il pagamento della Tassa di Concessione Governativa e l’iscrizione all’Inail, con annessi oneri annui assistenziali.

Il diritto d’autore come funziona?

Ultima modalità per esercitare questa professione è la cessione dei diritti di autore rispetto alle opere che si realizzano. Se un fotografo vende un’immagine per fini editoriali, dovrà non tanto vendere la foto stessa, ma bensì il suo uso. Tale discorso non si applica su immagini pubblicitarie o commerciali, ma unicamente su foto editoriali. E’ importante però rispettare alcuni requisiti:

  • La foto deve essere creativa e riguardare impiego editoriale;
  • Può effettuare la cessione la persona fisica o il professionista, ma non in regime di impresa.

Questa prestazione si considera esente dall’applicazione dell’Iva, poiché è un’opera protetta. La prestazione è registrata non con fattura ma per mezzo di ricevuta fiscale dove si spiega che è un’operazione esclusa da Iva e prevede una deduzione forfettaria del reddito del 75%. Viene applicata una ritenuta di acconto del 20% sulla ricevuta ma è esente da contribuzione Inps.