Ingegnere elettronico: cosa fa, la formazione, gli sbocchi lavorativi

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cosa fa un ingegnere elettronico

Disciplinata dal DPR 328/2001 art. 46 che la inserisce nel settore della “ingegneria dell’informazione”, la professione dell’ingegnere elettronico è orientata alla progettazione, realizzazione e alla verifica (test) dei componenti e dei sistemi elettronici, per questo svolge un ruolo importante in una contesto sociale sempre più tecnologico.

Il termine “elettronico” non si limita alla tecnologia dei circuiti elettrici. In realtà, può essere applicato a una vasta gamma di attività, dalla progettazione di sistemi per la produzione di energia rinnovabile alla gestione di sistemi complessi, ad esempio può progettare un nuovo sistema per la produzione di energia solare; può sviluppare un nuovo algoritmo per il riconoscimento facciale; può gestire un sistema di controllo industriale. Dunque, si occupa di creare schede elettroniche, circuiti stampati, centraline, sensori e dispositivi audio e video, ma anche sistemi robotici, telecomunicazioni, microelettronica e meccatronica. I progetti a cui può lavorare sono molteplici, ad esempio in ambito industriale, automotive, IoT, nanotecnologia, intelligenza artificiale e software.

La formazione altamente verticalizzata, riesce comunque a spaziare nelle innumerevoli branche assimilabili al mondo dell’elettronica: dalla elaborazione dei segnali alle caratterizzazioni di antenne e sistemi di comunicazione, dai sistemi di misure ad altissima precisione al rilevamento satellitare. Tra le possibili applicazioni riconducibili a questi ambiti abbiamo, ad esempio, l’ottimizzazione energetica degli algoritmi che permettono di creare dispositivi IOT autoalimentanti con fonti quasi nulle di energia interna. Altre possibili applicazioni sono nel ambito della elaborazione numerica dei segnali, queste applicazioni passano dalla ricerca dei segnali delle radiazioni di fondo cosmiche, alla elaborazione delle immagini satellitari che accompagno ormai tutti i giorni i nostri tragitti all’ottimizzazione delle costellazioni di segnali trasmessi su rame o fibra che permettono di creare connessioni sempre più stabili, veloci ed economiche.

La formazione

Per poter esercitare questa professione di ingegnere elettronico è necessario conseguire una laurea in Ingegneria Elettronica. Nello specifico, gli indirizzi da scegliere sono due: Corso di laurea in Ingegneria industriale elettronica o Laurea magistrale in Ingegneria Elettronica. L’accesso a questi corsi di studi può avvenire attraverso università tradizionali o presso università telematiche.

Queste ultime si contraddistinguono per l’approccio e-learning nella didattica che favorisce a tutti gli studenti di poter raggiungere i più alti livelli di istruzione. Nessuna differenza esiste tra queste due tipologie di atenei, il piano della laurea in ingegneria elettronica che sia presso una statale o online presenta più o meno la stessa offerta formativa, variando solo il modo in cui vengono erogate le lezioni. Dopo la laurea è possibile o tentare l’Esame di Stato o specializzarsi ulteriormente nella materia prescelta. Oltre al conseguimento della laurea (triennale o magistrale) il futuro ingegnere informatico porta conseguire anche un titolo di studio post laurea come un corso di perfezionamento, un master di primo o secondo livello.

Ovviamente, quando parliamo di questo percorso non lo dobbiamo confondere con quello dell’ingegneria. Queste due discipline pur essendo strettamente correlate, presentano focus diversi. L’ingegneria informatica si concentra sulla progettazione e realizzazione di software, mentre l’ingegneria elettronica si opera sulla progettazione e realizzazione di componenti elettronici. Attraverso la formazione, il futuro ingegnere elettronico, dovrà acquisire diverse skills, tra cui: la capacità di analisi della situazione, delle proposte, degli esiti dei test; la precisione e l’attenzione ai piccoli dettagli; una buona predisposizione ad un problem solving calmo, sicuro e deciso; la capacità di lavorare in team.

Quanto all’inserimento del professionista in un Albo Pretorio, dopo il conseguimento della laurea il DPR 328/2001 ne subordina l’iscrizione al superamento dell’Esame di Stato.

Gli sbocchi lavorativi

Conseguire una laurea in ingegneria elettronica consente di poter accrescere il proprio bagaglio formativo per poter svolgere la propria professione in diversi settori, come ricerca e sviluppo di nuovi dispositivi elettronici; progettazione e realizzazione di sistemi elettronici; controllo di produzione e collaudo di dispositivi elettronici, oltre a potersi occupare della gestione della sicurezza in fase di prevenzione ed emergenza.

I possibili sbocchi sono molteplici e riguardano praticamente tutti gli altri campi dell’ingegneria, perché non esiste campo di applicazione tecnica e industriale che non richieda a supporto dispositivi elettronici e/o relativi software. Tuttavia, sembrerebbe che vi sia una vera e propria carenza di ingegneri elettronici. L’ingegnere elettronico può occuparsi anche di sviluppo software soprattutto su piattaforme di prototipazione o di programmazione di firmware per hardware, quindi programmazione a “basso livello” che permetta di comandare direttamente dispositivi di natura elettrica/elettronica/elettromeccanica.

Può inoltre svolgere la propria professione presso aziende private o pubbliche. Può ovviamente come ogni ingegnere esercitare la libera professione, che gli permetterà di operare anche in settori quali quello assicurativo, giudiziale e in generale di consulenza professionale.